Per un manifesto dello slow cinema
Di questi tempi di fast cinema, ossia di cinema veloce, da consumare in fretta, come se avesse una data di scadenza, un film esce nelle sale - promozione pubblicitaria, articoli sui giornali, comparsate televisive, commenti rituali, passaparola fra i più informati - ma, dopo qualche settimana, viene immediatamente smontato per lasciare posto a nuove uscite, sempre più frenetiche.
Inizia così il percorso della fruizione privata (e spesso solitaria): noleggio presso le videoteche, vendita, pay tv, ed infine televisione generalista.
Un percorso che, fino a poco tempo fa si compiva in un paio di anni, oggi si svolge in pochi mesi. Spesso, poi, moltissimi titoli scompaiono e non sono più reperibili.
Ebbene noi vogliamo tornare ad uno slow cinema, un cinema da consumare piano, lentamente, quasi sorseggiandolo, senza troppa pubblicità invadente prima della proiezione.
Desideriamo un cinema sul cui corpo/tessuto/intreccio poter ritornare dopo qualche tempo, senza con-fusione e dis-trazioni, ormai decantato.
Soprattutto vogliamo riportare quel cinema nei cinema, al buio e sul grande schermo di una sala (magari di provincia), luogo magico per cui è stato pensato e curato nei minimi dettagli (sguardo, spazio, luce, colore, tempo, suono, ).
Salviamo i film di qualità dalla scomparsa improvvisa e/o dallestinzione, liberiamoli dalla pirateria o dalla gabbia televisiva e torniamo a godere del cinema in compagnia.
Amplifichiamo lintensità delle emozioni condividendole con altri e scopriremo che un film ha un impatto diverso se vissuto pericolosamente insieme (ovvero lentamente e languidamente).
(Paolo Castelli)
Testo redatto a partire da una suggestione del testo di presentazione della rassegna Invito al cinema (2005) di Anzio
| < Prec. | Succ. > |
|---|







